CIELO DIPINTO – Gabriella Grande

Sembrava che la volta fosse fatta di cielo,

stelle quelle luci.

“È bellissimo?”, mi chiedevi.

Risuonava forte nel cortile la tua voce da bambina.

Come spettatore un ulivo secolare

le cui fronde argentate spettinava il suono chiaro delle tue vocali

liberate in un volo di fresca meraviglia.

Sì, bellissimo.

Ma più del cielo il tuo stupore,

la tua sacra semplicità.

E non mi lasciavi finire di parlare,

ma, di nuovo, mi invitavi a guardare ancora e meglio:

“Di qua, di qua”, “Vi dovete spostare!”.

E attraverso la finestra della torre

di quella casa bianca

bella, come il ricordo,

io vedevo un dipinto sul soffitto,

tu il cielo che lì si era andato a riposare,

cullato dall’innocenza dei tuoi occhi scuri.

Minute le perline del tuo sorriso

e arruffati e secchi i tuoi capelli.

Nodose le tue mani di domestica laboriosa.

Piccola, come il tuo mondo di cose.

Poco hai per te,

nulla trattieni.

A te bastano quelle stelle negli occhi.

 

(Gabriella Grande, Antologia poetica “sChiavi diVersi”, AE,  2014)

© Riproduzione riservata

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