NON ESISTONO INUTILI ATTESE

Dal portone di casa dovremmo salpare sempre con un gran desiderio di scoprire.

Ogni gioia, in fondo, ha bisogno di un pretesto.

Ieri, ce n’era una per me e mi aspettava all’angolo di una virata in Corso Umberto, una strada della mia città. Nella vetrina meno in vista della Libreria Filippi, un’ombra rotta dalla luce mi ha rivelato il suo contenuto. Il suggerimento del prodotto esposto è così diventato per me una necessità. Cinghie reggilibri vintage, anni ’80! Belle, come non se ne producono più.

Non speravo fosse ancora possibile imbattersi in qualche rimanenza di magazzino, come in questo fortunatissimo caso. Una decina di cinghie, nessuna banale, con quel design in cui si congiungono, da sempre, forza e umiltà.

Forse non cattureranno lo sguardo del distratto, mentre io ho sempre “fame” quando passo davanti ad una libreria e “sete”, davanti a questi pozzi d’acqua, a queste riserve per una stiva sempre vuota, a queste cattedrali di parole che, ieri sera, mi hanno restituito il sapore del tempo, che è salito fino in gola e poi ancora più su, risvegliando un ricordo che avevo declinato all’orizzonte della memoria.

Da ieri, posso di nuovo raccogliere i libri, che porto con me, in una cinghia, tra le più belle che abbia mai avuto.

Forse, non esistono inutili attese.

Gabriella Grande

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