SE NON CI FOSSERO DISTANZE

Se non ci fossero distanze! Me lo ripeto troppe volte per  non chiedermi cosa accadrebbe davvero se non ci fossero.

Ho provato ad immaginarlo.

Mi ha colto la vertigine di vedere sottratti i dialoghi di sguardi, la quiete delle cose viste in lontananza e di non poter più stare sulla riva di pagine meravigliose a guardare Odisseo che lascia la sua casa per prendere il mare. Mi ha investito la nausea della perdita dell’esperienza del mio corpo nell’ascolto, nel movimento, nel dialogo interiore (la più grande distanza è l’interiorità).

Resta dove sei e aspettami o vieni e raggiungimi. Desiderio e accoglienza.
Mi ritrovo, allora,  a benedire  la distanza, esclusivo modo di abitare il mondo in grado spingerci al coraggio e all’affanno della ricerca di altri occhi in cui approdare, come in un porto, come in una casa.

Gabriella Grande©

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