È QUASI L’ORA DI VIVERE

 

Ti ho visto

in sella al tuo delirio d’amore

inseguire il fantasma di un addio

per riabilitarne il cuore    alla fine della corsa.

Come lo zoccolo s’impasta di acqua e fango

ad ostacolo vinto e perduto!

Sarà uno strappo

in cui ti infilerai come un ladro

a riprenderti il tuo posto in quell’unica casa

che non fu

mai

compiutamente tua.

E, forse per questo,

l’unica

a cui hai scelto di appartenere

come un figlio disperso

come un cane

lasciato sul ciglio della strada a dimenticarti.

Sto a guardarti,

mentre non vivo e neanche tu,

e ti lastrico di specchi le parole.

Catturato il sole, hanno l’ordine

di tenerti caldo

fino al

salto

che farai,

che nessuno  potrà impedirti di fare.

 

E se,

in quel cuore

scoprissi del civico sbagliato

se ti affacciassi a quel fuoco e lo trovassi             cenere

se il frigo fosse                                 vuoto

ed il camino occupato

se il cielo fosse fi__lo

e la credenza

 

un abisso

vestiresti ancora quelle pareti della tua Ultima Poesia.

Ma prima,

infila una mano nella tasca,

la destra, non ti sbagliare.

C’è una bustina del tè.

Ho comprato le madeleine

ed è quasi  l’ora

qui da me.

 

Gabriella Grande©, 2016  Riproduzione riservata

oleg-oprisco-2-grande
Ph: Oleg Oprisco

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