CARA DELIA…

Sì, ci penso spesso alla tua domanda, cara Delia,

bella la tua lettera e amara, come gli errori a cui non siamo sfuggite, nel tentativo di sfiorare la felicità.

Ma tu ricordi davvero cosa ci dicevamo di voler fare “da grandi”, in quell’età in cui, nel forno del tempo, tutto il possibile sarebbe potuto lievitare e farsi pronto, senza diventare cenere? Io credevo di averlo dimenticato, che si fosse dissolto nella costruzione di questo eterno futuro che, a volte,  si scrive come  un testamento. E, invece, riaffiora qui, ora, vorticoso dall’oblio della memoria. Tutto quello che crediamo sia andato perso resta, al contrario,  incastonato nella nostra mente, in gabbia, zoppo  e freddo nel fondo, ma vivo e ad averlo creduto morto è solo il nostro peccato di confusione.

Io… sognavo di fare la pasticciera.

Troppo golosa per non lasciarmi commuovere da quei fabbricanti di dolcezze!  Ma ho lasciato che il motore dei miei desideri rimanesse immobile e il sogno si è addormentato senza custode e nello svegliarsi si sarà ritrovato al largo ormai, affamato di cibo e acqua, che non mi ero premurata di lasciargli. Non mi sono più neanche chiesta che cosa ne fosse stato poi, spaccata come sono stata dalla stretta delle necessità.

Ma ti confesso che, ancora oggi, mi consola la bellezza di quelle persone che hanno il desiderio e la volontà di fare della propria esistenza quasi la preparazione di un dolce, perché la vita, Delia, avrà il gusto che le sapremo dare.

Sì, ora ricordo bene cosa volevo fare da grande: la “dolce” vita!  Ma,  dopo tutti i miei errori, che ancora bruciano tra carne e ossa, solo oggi credo di sapere come  si possa fare.

Imparo la lezione del passato, costruisco pensando al domani, ma vivo il presente: bicchiere d’acqua per la mia sete.

Non sappiamo cosa ci riserva il futuro, se ci attendono ancora giorni affogati di deserto o distillati di  oceani, ma possiamo decidere il “modo” in cui presentarci al suo appuntamento.

Non so tu, ma io voglio arrivarci “idratata”.

Dolce vita, Delia, e…”bevi”, “bevi”, “bevi”.

 

Margherita

 

(Gabriella Grande©, 2016  Riproduzione riservata)

 

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