Cara Paola…

Che forza hanno le cose, Paola!

A volte possono farci riabbracciare anche chi non c’è più, ma dal  cuore non si è mai congedato,  come se, d’ improvviso, si accendesse il vuoto che ci separa e il silenzio.

Oggi, mentre ero in attesa del mio turno alla posta, seduto accanto a me un signore curvo sotto il peso di zuppi brandelli di pensieri quotidiani, diversi dai miei ma vicini in quella prigione dell’attesa, ha sfilato dalla tasca della giacca tre caramelle all’orzo e, per ormai rara cortesia, me ne ha offerta una con una voce rauca e tenera. Lo so, non si accettano caramelle dagli sconosciuti, ma a questa, che mi ha raggiunto come una vertigine di aria tersa al punto da stanare in me il sole di un ricordo, a questo fiore per l’anima in cui sono affondati gli occhi come in una carezza, non ho saputo proprio dire di no.

Paola! Caramelle all’orzo!

Ce le portava sempre zio Mauro quando veniva a trovarci con la sua luminosa dolcezza, con quella corrente calda di vitalità screziata di allegria, colma, sempre, di regali per noi.

Ti ricordi?

Io ne andavo matta,  nonostante il gusto non mi piacesse per niente; quelle caramelle erano insaporite del tanto di buono che c’era in lui.

Anche oggi, a suo modo, è venuto a trovarmi  e, ancora una volta, mi ha portato le sue caramelle. Non si dimentica mai!

Te ne ho imbustata una insieme alla lettera,  così queste poche righe sapranno di orzo, di un ricordo che ha la forza di un abbraccio.

Non mangiarla!

Anna

(Gabriella Grande© Riproduzione riservata)

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