LI CHIAMANO RICORDI

Li chiamano ricordi

questi fiotti ottusi di morte paziente,

queste ringhiere con vista

su un fosso di preghiere ubriaco di pioggia.

Sono mercenari che ammutinano i giorni.

Come rapide serpi nidificano

tra i capelli increspati e stanchi

e suggono

parassiti

lì dove il bulbo pulsa e si nutre.

Solitudine è vinta?

Gabriella Grande©,  2015 Riproduzione riservata

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